Paragone

Paragone

Una delle più prestigiose riviste italiane di letteratura che nella primavera del 1998 ospitò alcune mie poesie / One of the most prestigious Italian literary magazines that in the spring of 1998 housed some of my poems.

Da "Appena Stella"

Dentro il tuo fiato sospeso


Dentro il tuo fiato
sospeso,

nel lento correre
del cuore,
con le dita tocco
il tuo volto.

Dici: parole
in un profumo di rive,

di rane
e d'acque trapunte.

Che questo soffio scomponga
il tempo,
ne separi il tuo volto,

dove una luce
eternamente lo vegli.


Fotografia

È solo una luce che migra
il tuo volto,
che dalla carta di una foto
non ad altri ma a me
porgeva lo sguardo.

O l'altra figura
che davanti a te stava
nel clic di una macchina fotografica
impresso nei tuoi occhi,
come in un quadro scrisse
qui fu Jan van Eyck.

Ma del tuo quesito
non ha voce la sera.

È solo la tua assenza
la cornice dalla quale fissi:
lo spoglio spazio
delle cose già state.

Da quanti occhi sempre si giunge?
Da un gesto o da un saluto
ravvivati come da un attimo di sole?

Schiarisse mai dentro i tuoi occhi!
O in un cielo
sopra essi tornato,
all'improvviso dal tuo sguardo acceso:
pensiero che torna
nella luce sua prima.

O un Dio da una pietà toccato,
nel suo occhio noi
per un altro poco ravvivati.

Si ravvivano. Si ravvivassero mai.
Si è ravvivata
una ressa là fuori
di margherite e ranuncoli...



Febbraio

Appena un inizio, un gesto,
violetta fiorita in un volo degli occhi,

che il sole posa
tra tepori d'autunno,

e fiori appena svegliati
al riparo dei muri.

Giorni che scendono con occhi sereni,
e profumi d'inverno,

e mattini dalle pallide guance
già d'oro truccate.

Un'anziana signora
che le coperte rimbocca,

ad un bimbo che sta sognando il domani.

 

Appena Stella

Di tutto quello che già era
tocca ora la tua voce,

e ne sopisce le distanze
una sussurrata visione,

appena stella
che sul mio tempo stai
con grazia di madre.

Appena sono i passi,
chiaroscuri i domani

dai quali sorte
come in una festa pagana
un'antica dolcezza.

Come un caldo pullover
tieni sulle spalle i giorni,

un'imberbe età ti accarezza
e posa in uno specchio
le tue parole.

Nel tuo respiro cullata
un'immagine ripete
l'antico sfarzo della gioventù.

Ombre

Passano sul tuo volto
ombre.

Con le dita ne traccio
i profili.

Poi rive le mie braccia,
a cui torni;
sulla pelle minuscole gocce
i giorni passati.


Poso le mie labbra
a queste braci,

poi ceneri, che le tue ciglia smuovono,
nell'aria intorno.