Astrattismo in Versilia nel panorama dell'arte italiana

Astrattismo in Versilia nel panorama dell'arte italiana

Catalogo della mostra "Astrattismo in Versilia nel panorama dell'arte italiana", Palazzo Paolina, Viareggio (LU), 2008, con testi di Giovanni Pieraccini, Francesco Bendinelli, Adolfo Lippi, Dino Carlesi, Marcella Malfatti e Lodovico Gierut.

"Arturo Lini, di cui è stato sottolineato lo sconfinamento tra i generi quale suo tratto caratteristico, non è esente da influssi derivanti dalle correnti della pittura informale materica, così come da quelli provenienti da un certo tipo di simbolismo di natura antropologica, entrambi evidenti in alcune opere quali Piccola Partitura, dove la campitura è stesura di materiale cromatico aggregato in grumi quasi plastici, a significare la materiale tangibilità dell'espressione umana, antropologica, appunto. 
La stesura materica del colore acrilico, d'altronde, suggerisce anche le modalità espressive dell'arte primitiva delle popolazioni etniche di certe regioni del mondo ancora immuni dalla contaminazione civilizzatrice.
Ma l'espressione umana si materializza anche in opere ancora più concettuali di Lini, dove il simbolo diviene archetipo universale del corpo umano inscritto nel cerchio vitruviano, o il Totem a cui le culture arcaiche attribuivano il potere magico di realizzare l'ancestrale unione tra il sacro e il terreno, tra gli dei e gli uomini. Totem - icona che l'artista rappresenta con la purezza di un segmento verticale simmetricamente collocato nel niveo candore di una forma che pare suggerire una testa umana, inserita su uno sfondo indistinto, magmatico come il caos primordiale."

Marcella Malfatti