Arturo Lini 

Sono nato a Volterra (Pisa) nel 1948. Successivamente al seguito della famiglia mi trasferisco a Stiava, nella campagna versiliese. Mi sono diplomato presso la Scuola Magistrale Paladini di Lucca e ho poi frequentato la Scuola Accademia di Roma specializzandomi in Grafica Pubblicitaria. Nel 1976 mi sono trasferito a Firenze cominciando una altalenante residenza con quella versiliese che ancora perdura.

Fin da subito innamorato della parola poetica ho partecipato ai climi della poesia sperimentale degli anni settanta seguiti alle formulazioni della scuola di Tel Quel, o del Gruppo 63. Nel 1976 ho pubblicato la raccolta di poesie, La realtà è un colore a cui seguirà nel 1983 Opera Prima, libro poi finalista al Premio di Poesia "Biella Opera Prima 1984". Successivamente comincio ad interessarmi alle ricerche verbo-formali della poesia visuale. Nel 1983  è la mia prima mostra personale di poesia visiva presso Villa Gori, in Versilia, alla quale seguiranno altre esposizioni, personali e collettive.
Nel tempo, insieme alla Poesia Visiva, comincio ad interessarmi alla pittura. Nel 1992 partecipo a Occasioni di follia presso l'Ospedale Psichiatrico di Maggiano, Lucca, con catalogo a cura di Nicola Micieli, e sempre nello stesso anno, ad Artisti Versilesi dal '900 ad oggi presso l'Istituto Francese di Firenze, con testi in catalogo di Dino Carlesi e Tommaso Paloscia.
Nel Marzo 1994 alcune mie poesie sono presentate su Sinopia giornale versiliese di arte e cultura, e nello stesso periodo disegno la copertina per un libro dell'amico poeta genovese Luciano Roncalli: Exil.
In Aprile, è la personale alla Galleria Mentana di Firenze, con testo in catalogo di Tommaso Paloscia, mentre in Agosto il Comune di Viareggio mi dedica un'ampia retrospettiva a Villa Borbone.
Nel 1996 sono alla Galleria Comunale di Volterra per una personale Le Forme della Memoria con testo in catalogo di Nicola Micieli. Nel 1998 pubblico in edizione privata Appena Stella. Alcune di quelle poesie vengono poi riproposte su Paragone (Firenze 1999) e su altre riviste quali Tracce di Pescara, e Il Grandevetro di S.Croce sull'Arno, Pisa, o Il Foglio Clandestino di Milano.
Nel 1998 partecipo, presso il Centro di Villa Gori in Versilia, a Tra Scrittura ed Immagine con testi in catalogo di Laura Mare, e nell'anno 2000 ad Alfabetismo panoramica sul rapporto tra segno linguistico e pittura nell'arte contemporanea, mostra ordinata da Nicola Micieli presso il Chiostro di San Francesco a Sarzana.
Sempre in questi anni insieme a Paolo Emilio Antognoli progetto ed organizzo Il Poeta e la sua voce incontri di poesia e letteratura.
Sono di questi ultimi anni le personali I Simboli dell'io presso Palazzo Mediceo di Seravezza nel 1998, con testo di Paolo Antognoli, e I Luoghi dell'Annunciazione presso il Chiostro di S. Agostino e la Galleria Kontraste, nel 2000, in Pietrasanta, con testi in catalogo di Nicola Micieli e del poeta milanese Giancarlo Majorino.
Nel 2001 partecipo alla mostra itinerante Sinastrie: 9 pittori contemporanei a cura di Gianni Costa,  e nel 2002 pubblico in edizione privata La Mellina piccola riflessione sulla parola, le cose e il tempo. Nello stesso tempo, sempre inseguendo la parola poetica, creo "Poesianet" portale dedicato alle nuove esperienze di scrittura e arte multimediale.
Dal 2004 partecipo alla pubblicazione di BAU, rivista-contenitore autoprodotta di multipli di artista. Sempre in questi anni tengo, in diverse sedi, letture di  poesie accompagnato dalla pianista e compagna Stefania Mazzanti.
Nel 2005 do vita, con altri poeti versiliesi, a ALTROverso: la figura dell'altro nella poesia contemporanea, performance e lettura di testi poetici tenuta presso diverse sedi.
Nel 2006 la rassegna di pittura Aqua presso il Teatro Eliseo e la Galleria Tartaglia in Roma a cura di Adelinda Allegretti e Riccardo Tartaglia, e, in occasione delle celebrazioni in onore del poeta Percy B. Shelley, organizzate dai Comuni di Viareggio e Lerici e dall'associazione culturale BAU, creo L'ultima onda, stele poetica posta sulla spiaggia di Viareggio.
Sempre nell'Ottobre di quest'anno nel corso della rassegna La poesia performativa e multimediale presento alcune poesie multimediali presso lo storico caffè Giubbe Rosse di Firenze. Nel gennaio 2007 viene presentato, per le edizioni Caleidoscopio, Massarosa terra di Versilia pregiato volume corredato dalle fotografie di Amerigo Pelosini e dai miei testi. Nell'agosto dello stesso anno partecipo a Contemporaneo Versiliese, panoramica sull'arte contemporanea presso Palazzo Paolina a Viareggio, a cura di Antonella Serafini. Vivo a Stiava, nella campagna versiliese.

 

Arturo Lini was born in Volterra in 1948, one of the most fascinating medieval Italian place. Later the family moved to Versilia, on the Tuscany coast, where he lives up to the mid-seventies when he moved to Florence, in the historic district of Santa Croce.
He graduated from the Institute Paladini, in Lucca, and from Advertising Academy School in Rome. In love with the poetic word he has participated in the experimental poetry of the seventies. Subsequently has taken part in the artistic movement of visual poetry, coming at last to a painting composed of primordial signs and pictographs.
He has participated in many exhibitions and art shows, national and international, and in artistic events and performances. In 2003 he has founded Poesianet.it, a site dedicated to the digital poetry. He lives in Stiava, in the Tuscany countryside.

           

Sono i miei tre libri di poesia, editi rispettivamente nel 1976, nel 1983 e nel 1998, ai quali spero di aggiungere presto una nuova pubblicazione. In attesa di un editore genioso e degno di tale nome... L'ultima copertina è un mio ritratto, fatto negli anni novanta da Serafino Beconi, maestro della pittura versiliese, che capeggiava un inserto con mie poesie allegato al giornalino versiliese Sinopia. 

These are my three books of poetry, published in 1976, in 1983 and 1998, respectively. To these I hope to add a new publication soon; waiting for a publisher worthy of this name... On the latest cover, that introduced in my poems, there is my portrait done in the nineties by Serafino Beconi, master of tuscan painting.

Il tempo e l'arte

Perché l'arte? perché la bellezza di una forma è così centrale nella propria vita quanto nel corso di un'intera civiltà? Per quale motivo ciò che appare sfuggevole, estraneo ai domini e alle ragioni dei terrestri percorsi e motivi, concesso alle mutevoli sensibilità, quasi ai capricci, di un uomo, finisce poi per essere lo specchio più preciso e attendibile di un'epoca e della sua anima? delle sue virtù e delle sue debolezze? 
Anche se nessuna opera d'arte avrà mai la completezza e il calore del corpo che la partorì, e il suo tempo sembra deridere quello attraverso il quale si compì e manifestò. 

A tutto questo non ho risposte. Solo ci si può porre di fronte ad uno spazio bianco con la consapevolezza che tutto ciò che verrà non appartiene al proprio pensiero, al proprio arbitrio, ma a qualcosa di più ampio che finirà per comprenderlo ed esporlo, come una parte di sé.
Perché qualunque cosa nasca, alta o inutile, essa è lo specchio ed il tratto più completo di colui che la compie: più vicina a se stessi da amarla comunque, se nessuna altra potrebbe mai essere quella stessa in cui l'io sembra perdersi e, stranamente, ricomporsi.

Arturo Lini, aprile 1994

Artist statement

 Why the art? Why is the beauty of a work of art so important in your own life and in the course of a civilization? Why does the work of art turn out to be the most realistic mirror of the man and his time, when it seems to be transient, and the result of the sudden concession of an inexplicable sensitivity: the gift of something well beyond the talents that set it into action? Why is it so precise that nothing, no other work or human activity will be able to show the spirit of an epoch so successfully?

  I have no answers to all this. One can only face a white surface with the awareness that everything which will come does not belong to one's thought and decision, but if its able to express itself it will include it and express it like a part of one's self in which it will set itself clearly and openly.
Because whatever is born, weather high or useless, is the mirror and the most distinguishing trait of the person who generates it; closer to oneself as to love it, if no other form could be the one in which a person's "self" seems to get lost and to strangely constitute itself.

Arturo Lini, april 1994